Il volo del Falco, il sigillo del Killer
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Meritatissima vittoria di Paolo Savoldelli nei quarantatrè km a cronometro da Bardolino e Verona. Il “falco” bergamasco ha suggellato magnificamente un Giro d’Italia anomalo, che vale probabilmente più dei due giri che pure aveva concluso in rosa. Dopo la caduta di Pinerolo, l’agonia nel tappone di Briançon: altri al suo posto si sarebbero ritirati per preparare il Tour de France. e invece Paolo si è messo al servizio del gregario Mazzoleni, pilotandolo in discesa nelle dolomiti all’assalto del primato, e scortandolo con encomiabile ardore in tutta l’ultima settimana. Se Eddy è salito sul podio, in parte lo deve all’umiltà del suo capitano. Adesso per il falco c’è il Tour, nel quale dovrà in teoria spalleggiare il favoritissmo Vinokourov. Chissà che la fortuna non gli renda ciò che gli ha tolto in questo Giro: il percorso del Tour gli si addice del resto. A cronometro è migliorato tantissimo, e in Francia troverà ben due prove sulla falsariga di quella odierna. Le tappe alpine e pirenaiche invece, per quanto intense, non presenteranno ascese impossibili e il Falco potrebbe far valere le sue destabilizzanti doti di discesista. Ne vedremo delle belle.
Ma oggi è stata la consacrazione di Danilo Di Luca.Come previsto, l’abruzzese ha concesso pochissimo al fenicottero lussemburghese Schleck, il quale a nemmeno 22 anni coglie un secondo posto che sembra dire: il futuro è tuo. Il terzo gradino del podio, come già detto, è stato preso da Mazzoleni. Il bergamasco ha scalzato un Simoni notoriamente a disagio nella prova contro il tempo, e probabilmente appagato dall’apoteosi sullo Zoncolan. Nente da fare invece per Cunego, sempre più un corridore né carne e né pesce. Potente ma non devastante, e quindi incapace di sprigionare una potenza di fuoco significativa nei tratti da rapportoni in pianura, ma ormani nemmeno più agile in salita come un tempo. Un corridore da quarto posto, appunto. Speriamo davvero che il giovane fan di Nirvana e Doors si riprenda.
Il Giro si concluderà domani con la passerella a Milano, teatro di una probabile volata. Bettini potrebbe tentare di scompaginare le carte per cogliere una vittoria di tappa con la maglia iridata, magari assieme a qualche tipico attaccante da missione impossibile, come i russi della Tinkoff ( un nome su tutti: Ignatiev). Vedremo. Ciò che è certo, è che il “killer” domani sarà il primo “terrone” a vincere il Giro, come egli stesso ha simpaticamente affermato.
