Italia Ciclismo

Rasmussen gigante nel Tour dei nani

taggato , , e

rasmussen.jpgLa bella vittoria del danese Rasmussen nel tappone alpino con arrivo a Tignes ha premiato con la maglia gialla un grande protagonista: maglia a pois già nel 2005 e nel 2006, il corridore della Rabobank quest’anno potrebbe anche tentare l’assalto a quel podio sfuggitogli l’anno scorso per la propria inettitudine a cronometro.

Rasmussen ha rievocato le gesta di Richard Virenque, riuscendo a rivitalizzare con le sue fughe da lontano un canovaccio spento quanto un cerino bagnato. Scattando quando mancavano 87 km al traguardo, sull’affascinante e terribile Cormet de Roseland, il corridore danese raggiungeva un plotone fuggito in avanscoperta ( tra cui Rogers, che sarà poi costretto al ritiro per l’ennesima caduta di questo Tour). All inizio dell’ascesa finale verso Tignes, il danese volante lasciava la comapgnia e si involava verso il suo triplice obiettivo: tappa, maglia gialla e naturalmente quella maglia a pois tanto cara a Virenque.

Rasmussen è conosciuto come il “pollo”, per una grazia non proprio sostenuta: scalatore atipico, non un grimpeur secco alla Pantani, quanto un omino di ferro che parte da lontano alla Chiappucci. In questo Tour umano e anomalo, può benissimo sognare a occhi aperti.

Per quanto concerne gli uomini di classifica, c’è stata qualche scaramuccia sull’ultima ascesa. Ci ha pensato il babbione l’enfant du pays Moreau a cercare di staccare l’infermeria mobile dell’ Astana: l’indisponente Valverde gli si è accodato , senza ovviamente collaborare. Davvero strano il comportamento di Valverde: sappiamo tutti che è un succhiaruote professionista come il suo degno compatriota Freire ( capace di vincere una Liegi stando in testa solo per i 2 metri che lo separavano dal traguardo), ma avrebbe potuto cercare di dare il colpo di grazia a Vinoukourov e Kloden. Invece il duo dell’ Astana ha limitato i danni, perdendo 4 minuti da Rasmussen, ma solo 1 e mezzo da Valverde ( fino a prova contraria il favorito). Considerato il giorno di riposo, e il fatto che Vino tradizionamente va fortissimo nell’ultima settimana ( si pensi alla Vuelta di un anno fa), sui Pirenei potrebbero esserci ancora delle grandi sorprese. Il Galiber martedì è troppo lontano dal traguardo: ma chissà che quella mitica montagna non regali qualche sorpresa degna del suo nome.

Tag:, , ,