IL CANCELLARA EXPRESS RAVVIVA UN TOUR SPENTO
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La prima settimana del Tour de France è notoriamente divertente quanto le gag delle pubblicitài dei telefonini. La conformazione geografica dell’Esagono, di pura pianura, non suggerisce del resto voli pindarici, e ci si avvia stancamente verso le Alpi ( o i Pirenei), nell’annoiata attesa che qualcuno si inventi un blitz o un agguato, in grado di cambiare il consueto spartito fuggitivi vs squadre di velocisti.
Qualcosa del genere si è verificato oggi nella terza tappa, che ha portato il plotone in territorio francese. Dopo che McEwen aveva confermato la propria magnificenza di sprinter nella nobile Canterbury, e che Steegmans ha umiliato il proprio capitano Boonen in quel di Gand, tutte le premesse per una tappa-sonnifero c’erano tutte anche oggi. La lunghezza eccessiva (236 km) del percorso che arrivava a Compiegne poteva favorire qualche colpo di mano: invece il gruppo è andato ad andatura ciclo-turistica. Quasi una presa in giro, un modo di dire “adesso siamo puliti, le medie stanno calando” da parte di un ambiente notoriamente ipocrita in tal senso,
Gli eroi di giornata sono stati i due fuggitivi, scattati al sesto chilometro: Matthieu Ladagnous e Nicolas Vogondy, poi raggiunti da Frederik Willems e a Stéphane Auge, Quattro volenterosi che hanno sfiorato l’idea di arrivare a giocarsela per la vittoria. Ma poi l’inseguimento del gruppo ha vanificato il loro tentativo. Quando sembrava imminente l’ennesimo volatone, ecco il colpo a sorpresa. La fucilata della maglia gialla, l’elvetico paisà Fabian Cancellara. Galvanizzato dall’arrivo nella città in cui parte la Roubaix ( da lui vinta un anno fa), il campione del mondo a cronometro ha approfittato di un tratto in pavè per piazzare un colpo da finisseur in grande stile, riprendendo i fuggitivi e anticipando le ruote veloci, regolate da Zabel su Napoletano e il desolante Boonen di questa stagione. Impressionante la facilità con cui lo svizzero ha maciullato gli avversari: un numero da maglia gialla completa come non si vedeva dai tempi di Bernard Hinault, un saggio di cannibalismo alla Lance Armstrong, condita dalla stessa intelligenza con cui Indurain, fiutando che i tempi stavano cambiando, anticipò i suoi avversari a Seraing nel 1995. Ma Cancellara non si giocava tutto in questi mille metri “sparati” a tutto gas, ma si garantisce i gradi del comando sino alle Alpi, portando a 33 i secondi che lo separano da Andreas Kloden, e cogliendo la seconda vittoria di tappa, dopo il crono-prologo londinese. Sempre che la corte dei miracoli CSC – nonostante un Bjarne Riis convitato di pietra – non ci regali un Cancellara da urlo anche sulle prime montagne…..
