Spingendo la notte del ciclismo più in là: riflessioni sul caso Basso
Mettiamo subito le cose in chiaro. La squalifica di Ivan Basso è giusta. Il suo coinvolgimento nella famigerata “Operacion Puerto” non lasciava adito a dubbi di sorta, nonostante gli spericolati slalom del varesino sul mitico “Birillo”. Ivan ha avuto l’opportunità di riscattare un anno di bugie con una piena e totale confessione, per poi ritrattare il tutto davanti alla Procura AntiDoping. Le sue semi-confessioni sul tentato doping hanno offeso l’intelligenza degli inquirenti, senza contare le ricevute bancarie risalenti al 2004 che lo inchiodavano. Inevitabile quindi la piena squalifica, che costringerà il titanico vincitore del Giro 2006 a tornare alla corsa rosa nel 2009, dopo un periodo di arruginimento difficile da scrollarsi di dosso.
Si è molto discusso sulla mancata, piena collaborazione di Ivan. Lo stesso Basso nel commentare la sentenza è stato rassegnato, si aspettava il tutto. Avesse collaborato, avrebbe certamente ricevuto un consistente sconto: poi certamente si sarebbe battagliato con l’ UCI e la WADA, ma sarebeb stato un segnale importante. Invece, pare che il sistema omertoso che vige nel ciclismo dei vampiri e degli stregoni imperversi senza soluzione di continuità, e che il povero sfigato che viene beccato con le mani nel sacco si debba rassegnare. Una lunga notte del ciclismo, che sembra non finire mai. Di fatto, con tutto il polverone su Fuentes e soci hanno pagato soltanto in due. Jan Ullrich e Ivan Basso, i due corridori più prestigiosi, come per dare un monito ai media sulla pulizia del sistema Un capro espiatorio ogni tanto, alla Ben Johnson o alla Pantani, mentre per il resto fila tutto liscio come l’olio. In Spagna corridori di primissimo piano hanno evitato le tagliole grazie alle maglie molto larghe del sistema iberico, per tacere di calciatori e tennisti coinvolti, o di dirigenti come Manolo Saiz che sembrano avere una sorta di immunità diplomatica perpetua.
Questo purtroppo è il mondo del ciclismo: fangoso, torbido, pieno di malati che usano medicinali off label in quantità industriali ( i casi Petacchi e Piepoli e degli altri “asmatici sportivi” insegnano..), di valorosi direttori sportivi che prima scaricano le proprie sensazionali creature in nome della pulizia per poi confessare di essere stati a loro volta dopati come cavalli….e intanto sta per partire il Tour de France, il cui ultimo vincitore è ancora sub judice…Forza, caro vecchio ciclismo!
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Le notizie su doping o tentati doping ormai non mi sorprendono più. Vorrei che dopo questo ennesimo episodio la lunga “notte del ciclismo” si avviasse verso la fine. A quando l’alba?
Bravo, bell’articolo!
Commento di Manuel — 25 Giugno 2007 @ 07:29