Perfect day: le pagelle del mondiale
BETTINI 10
Alla fine ha avuto ragione lui. I suoi piagnistei a mezzo stampa su una formazione eccessivamente sbilanciata e la “velata” richiesta del fido Tosatto in squadra avevano creato un clima pesante, da notte dei lunghi coltelli nel quartier generale azzurro. Bugno si era forse mai lamentato delle convocazioni di Argentin, Fondriest e Chiappucci? Ma per favore. Sapeva di essere il più forte, e che anzi tali frecce nell’arco azzurro gli avrebbero concesso più opportunità. Per fortuna ci ha pensato la premiata ditta McQuaid & Eisemann a ricompattare il fronte tricolore, notoriamente a suo agio in situazioni da spalle al muro. Paolino ha fatto il resto con una corsa smagliante, sia di testa che di gambe. Se non fosse stato ripreso da Schleck, forse avrebbe anche vinto per distacco. Avrà un caratteraccio, ma è immenso.
BALLERINI 10
Vedi sopra. Ha dovuto gestire col piglio di Kissinger un numero impressionante di grane, dagli sproloqui di Bettini alle stilettate di Babbione Torri. Le ha risolte tutte con autorità e in corsa non ha sbagliato una mossa. Aveva ragione lui sulla mancata convocazione di Bennati e sul modo di render la corsa dura per spianare la strada a Bettini. Forse non diventerà mai un santone come Martini ( del resto con quelle basette da tamarro e i jeans alla Justin Timberlake…), ma è ampiamente il miglior CT possibile.
REBELLIN 10
Quando è scattato al penultimo giro abbiamo inconsciamente sperato potesse arrivare in fondo. Pochi meriterebbero un mondiale quanto lui, per talento, intelligenza tattica e spirito di sacrificio ( nonostante tutte le vessazioni subite in passato). Decisivo come a Salisburgo.
BERTOLINI 9
La felice sorpresa, la chiave di volta con cui Ballerini ha tenuto sotto scacco la corsa. Ci si ricorderà del suo mondiale, come quello di Perini a Benidorm nel 1992.
CUNEGO 8
Principino ormai senza corona, si reinventa gregario di lusso entrando in tutte le azioni importanti della giornata, e rompendo i cambi dietro quando i buoi sono scappati dal recinto degli spagnoli. Un voto in meno perché a fine gara afferma orgoglioso che lui ha vinto tanto anche in questi ultimi due anni. Se si accontenta del Giro del Trentino…..
BALLAN 8
Era lo spauracchio di Bettini, che temeva una sua sparata taglia-gambe in stile Salisburgo ( e con un Giro delle Fiande in tasca in più). Ma ci ha pensato Ballero a rimboccare le coperte del Grillo, e il ragazzone veneto è stato messo diligentemente al servizio della squadra. Il futuro è suo.
POZZATO 7
Il biondo belloccio azzurro era l’extrema ratio nello scenario di Ballerini: avrebbe dovuto essere tra i primi qualora non si fosse riusciti a seminare Freire, per provare a fregarlo con una sparata in stile Sanremo ( e avendogli già inflitto una legnata al Tour). Premura inutile. Una volta appurato che ormai Bettini avrebbe fatto da solo, ha pure potuto staccarsi (probabilmente per controllare la ricrescita in testa…).
FREIRE 5
Il re è nudo stavolta. Tradito dai suoi stessi cortigiani ( Samuel Sanchez) e da quei mascalzoni degli azzurri che stavolta non lo portano in carrozza al quarto mondiale. Era però per davvero il più veloce: infatti ha vinto la volata dei piazzati.
VALVERDE 3
Abbiamo un debole per Alejandro l’embatido, da quando regolò Armstrong in cima a Courchevel. Con Fuentes caduto in disgrazia non ne azzecca più una. Vederlo pure TIRARE per i compagni, lui che vinse una Liegi uscendo allo scoperto a un metro dal traguardo, è stato estremamente malinconico.
ANTIQUERA 3
Un tempo era il Rommel dei circuiti iridati, gestendo la formidabile Armada Puerto col piglio della volpe del deserto. Oggi si è ridotto a essere il Fusi della situazione.
DEKKER 4
Talento potenzialmente immenso, ha preso dal suo amico Boogerd la tendenza a sbagliare sistematicamente i tempi degli attacchi e delle proprie mosse. Ha il tempo per meditare.
KOLOBNEV 10
Il migliore in assoluto. Perché non aveva la squadra di Bettini alle spalle, e perché è stato lui ad accendere le polveri spalleggiando Rebellin nell’azione decisiva. Non bastasse, ha pure cercato di anticipare il Grillo a 500 metri dal traguardo, riuscendo comunque a conquistare un argento fantastico.
SCHLECK 6
Rimanere ai piedi del podio, pur essendo il più in palla con Bettini tra i 5 che si sono giocati la vittoria è un brutto colpo. Non degno di cotanto fratellino.
SCHUMACHER 7
Ha fatto la fine di Lehmann. L’oro azzurro è impastato dalle sue manone da gran lavoratore.
EVANS 8
Un voto alla costanza. Mentre Contador è sparito, il suo degno rivale al Tour trova il modo di rendersi protagonista sia alla Vuelta, sia al Mondiale.
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Bravo Paolo Bettini, campione del mondo per ben due volte, nonostante le accuse di doping e quant’altro.
A parte le insufficienze è una pagella buona!
Commento di Manuel — 6 Ottobre 2007 @ 17:54