MONDIALI DI VARESE 2008: COUNTDOWN INIZIATO!
L’anno prossimo i mondiali di ciclismo su strada torneranno in Italia, ad appena quattro anni dalla rassegna iridata svoltasi a Verona.>
La città lombarda promette di organizzare un evento in grande stile: è da oltre 46 anni che il mondiale non tornava in Lombardia, una delle patrie del pedale: basti ricordare che il primo campione del mondo, Alfredo Binda, era proprio di Varese. I percorsi della rassegna, che si disputerà a inizio autunno dell’anno prossimo, saranno resi particolarmente affascinanti dal paesaggio lacustre e collinare del luogo. In particolare, le prove a cronometro avranno come scenario il magnifico lago di Varese. Le prove in linea invece saranno interamente “cittadine”.
Particolarmente importante sarà la prova maschile. Dal mondiale di Imola del 1966, vinto da Vittorio Adorni, sui colori azzurri pende una maledizione che ci ha impedito di essere profeti in patria, a volte anche con cocenti delusioni e sconfitte ( si pensi al Chiappucci d’argento ad Agrigento 1994 o alle beffe subite ad opera dell’iberico Oscar Freire a Verona nel 1999 e nel 2004).
Il circuito varesino promette comunque spettacolo. La lunghezza è di circa 17 Km, e prevede due salite che alla lunga potrebbero farsi sentire. La prima è quella del Montello, subito dopo la partenza: 1,3 km, con pendenza media al 5,7.%. A quel punto scatterà una discesa lunga e molto tecnica, la cui difficoltà potrebbe inficiare il ritorno dei corridori attardatisi sul Montello. La seconda asperità è invece quella dei Ronchi: Una scalata di 3,2 km con pendenza media del 4,3% ( con alcuni tratti all’ 11% che possono rappresentare un’ottima rampa di lancio), dopo la quale ci saranno 4 chilometri in falsopiano, prima dell’arrivo previsto all’Ippodromo.
Il livello del percorso sembra a metà strada tra tracciati impossibili alla Sallances, Chambery o Duitama,e rassegne iridate troppo facili e appannaggio di scontati arrivi in volata. Come sempre sarà la volontà dei corridori di rendere dura la gara, per evitare di essere beffati in volata dai vari Freire e Boonen. La squadra italiana avrà certamente i favori del pronostico e spetterà a lei di rendere la corsa estenuante fin dall’inizio. Non le mancheranno certamente gli uomini: l’ultimo Giro ha confermato che corridori capaci di imporsi e gregari pronti a cucire ogni dettaglio abbondano. Di Luca, Cunego e Riccò in particolare potrebbero essere le tre punte di Pedale azzurro, e garantiranno a chi sarà il commissario tecnico una splendida varietà di soluzioni tattiche. Di Luca con la sua freddezza e il suo micidiale scatto in salita, Cunego con la sua velocità in un eventuale arrivo ristretto in volata, Riccò con i suoi velenosi attacchi da lontano faranno sognare i tifosi italiani: non si potrà fallire, perché la missione di riconquistare la maglia iridata sul nostro terreno non ammette più deroghe.
Sarebbe dovuto essere il mondiale di Ivan Basso, profeta in patria: ma la squalifica del corridore varesino finirà proprio pochi giorni dopo la fine del Mondiale: è forse questa la più amara delle punizioni per il vincitore del Giro 2006, il quale,ironicamente, aveva più volte spinto gli organizzatori a scegliere un percorso più duro.
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