Italia Ciclismo

Loddo brucia Boonen, prima vittoria azzurra del 2008

Archiviato in: Notizie Ciclismo — Junio Murgia 30 Gennaio 2008 @ 16:44

Primo sigillo per pedale azzurro nel 2008 ad opera di Alberto Loddo, il ventinovenne velocista sardo, della Tinkoff Credit Systems. Il corridore di Capoterra ( provincia di Cagliari) sul traguardo della quarta tappa del Giro del Qatar (Khalifa
Stadium-Al Khor Corniche di 131,5 km) ha magistralmente preceduto l’ex campione del mondo Tom Boonen (leader della corsa e vincitore delle tappe precedenti) e tutto il gruppo. Uno sprint di rara potenza quello di Loddo che con grande mestiere ha saputo contenere il ritorno degli avversari: ”E’ stato come toccare il cielo con un dito anche perché battere un Boonen di questa portata non era cosa facile ma grazie all’aiuto dei miei compagni
di squadra ci siamo riusciti
- ha commentato Loddo-. Dedico questo successo al presidente Oleg Tinkov e soprattutto a Ernesto Colnago che fortemente mi ha
voluto in questa squadra
”. Fu infatti Colnago a traghettare dal mondo dei dilettanti
al professionismo l’unico corridore sardo attualmente nel plotone dopo il passato di quest’ultimo per i tipi della Zoccorinese di Olivano Locatelli con la quale ottenne 26 affermazioni.

Loddo sta dimostrando che il suo curriculum, che ne fa il corridore sardo più vincente di sempre, non è certo dovuto al caso e spera di proseguire in scioltezza questa annata, anche per dimenticare la grande amarezza di un anno fa. Nel 2007 infatti, come tutti ricordano, il Giro d’Italia fece il suo ritorno in Sardegna dopo 16 anni, ma la allora squadra di Loddo non venne invitata. Amarezza acuita dal fatto che vi era una tappa, la Barumini-Cagliari, che sembrava appositamente disegnata per le doti di Loddo, con l’arrivo pianeggiante nel porfido di Via Roma che poi sarebbe stato appannaggio del principe delle ruote veloci, ovvero Alessandro Petacchi, con Loddo che dovette accontentarsi di commentare la corsa in tv.
Un destino che sembra da sempre negare a Loddo la possibilità di essere profeta in patria, per lui che a 16 anni fu costretto a emigrare in Lombardia per inseguire la sua passione, data la cronica debolezza del settore in Sardegna, e che sembra proseguire con l’annullamento del Giro Di Sardegna 2008, che pareva ormai essere riapparso nel calendario delle corse dopo 10 anni di oblio. Una vittoria ottenuta contro un avversario del calibro di Boonen e la consapevolezza che una squadra importante come la Tinkoff ha puntato su di lui, può servire come un’ ulteriore iniezione di fiducia. Senza contare che nelle fila del team russo figurano elementi come Serov,Trussov e Rovny ( tutti con un passato nel quartetto dell’inseguimento a squadre) o lo stesso Ignatiev ( quando non parte per le sue celeberrime fughe da lontano): tutta gente in grado di superare i 60 Km all’ora in pianura e di costituire quel “treno” che è sovente premessa indispensabile per le vittorie delle ruote veloci.loddo.jpg

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