Italia Ciclismo

L’iride e la vergogna

Archiviato in: Notizie Ciclismo — Junio Murgia 27 Settembre 2007 @ 21:05

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Mancano tre giorni alla prova su strada che in quel di Stoccarda rimetterà in palio la maglia iridata conquistata a Salisburgo 12 mesi fa da Paolo Bettini. Di ciclismo si è parlato però ben poco in questi giorni, in quanto l’ombra lunga del doping ( o meglio, di quell’autentico contro-potere chiamato anti-doping) ha steso la sua sinistra impronta, rendendo di fatto nulle qualsiasi considerazione di carattere meramente tecnico. Comunque vada a finire, la scommessa è già persa: il gioco delle parti è pienamente riuscito, mandando in sordina l’aspetto agonistico.

I Torquemada del ciclismo- Mastrolindo hanno avuto i loro risultati e le loro prime pagine domani arriveranno puntuali. Il deferimento ad orologeria di Danilo Di Luca orchestrato dal super procuratore del CONI Ettore Torri ( che pure si era distinto per rigore tutt’altro che manicheo nel caso Basso) ha colpito a tre giorni dalla prova iridata. Il vincitore del Giro d’Italia 2007, tenuto sadicamente a bagnomaria dalla fine del suo trionfale viaggio in rosa, non avrà quindi la minima possibilità di fare appello al TAS, come ha invece fatto Valverde, implicato fino al collo in quer pasticciaccio brutto della Operacion Puerto. Il bell’Alejandro però è stato ampiamente spalleggiato dalla sua Federazione, e domenica sarà tra le principali frecce nell’arco della Invincibile Armada iberica.
Non c’è che dire: un Valverde campione del mondo, o magari un Zabel che corona con la maglia iridata la sua epo-cale carriera farebbero proprio contenti i tedeschi, i quali un delirio iconoclasta semplicemente ridicolo hanno persino messo in scena l’attacco ai vari Bugno e Merckxx. Da non credere.
La nostra federazione, al contrario della libertina Spagna zapaterista, ha come sempre adottato la strategia dello struzzo, assolutamente impotente e in balia degli eventi. Di fatto si è esposto il c.t. Ballerini a una situazione insostenibile, privandolo di una pedina fondamentale per carisma ed esperienza, e costringendolo comunque a dover rimescolare le carte.
Se Di Luca è sceso dalla giostra dell’antidoping, Paolo Bettini è risalito dopo che pareva anche lui aver messo piede a terra. La ridicola questione della carta etico-igienica dell’UCI ( ma pensate che siano davvero queste foglie di fico le armi per battere il cancro del doping?), condita con il balletto delle dichiarazioni ( poi parzialmente ritrattate) del pentito Sinkiewitz ( che forse farebbe meglio a indirizzare certi strali verso il suo ex medico e preparatore…) ha avuto come unico esito quello di porre nelle spalle del “Grillo” una pressione pazzesca, tesa chiaramente a destabilizzare la squadra “faro” della corsa iridata. Intanto gli spagnoli se la ridono….
Vedremo se, come successo ai mondiali di calcio 2006, tale scoramento si tramuterà in energia vincente e positiva.

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2 commenti »

  1. Condivido tutto dalla prima all’ultima parola.
    Ti volevo chiedere se ti interessa scambiarci i link e pubblicarli sui rispettivi siti. Fammi sapere se ti interessa. Il mio è http://ciclofolle.blogspot.com

    Ciao

    Commento di ciclofolle — 28 Settembre 2007 @ 10:31

  2. Ciao,ho visto che hai aggiunto il link del nostro blog. Io ho fatto lo stesso. Grazie. Ciao

    Commento di ciclofolle — 30 Settembre 2007 @ 19:39

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