Il lungo addio: la T-mobile lascia il ciclismo
“Deutsche Telekom uber alles“. Questo era il titolo della Gazzetta dello Sport in una delle tante giornate di quel Luglio 1996 in cui la squadra tedesca aveva stravinto il Tour de France. Le imprese di Zabel, Ullrich e Riis palesavano una superiorità schiacciante, che venne coronata col trionfo di Bjarne sui Campi Elisi. I tempi cambiano, dalla telefonia fissa si è passati a quella mobile, e così la T-Mobile si è sostituita come marchio di una squadra che ha goduto sempre di budget elevatissimi e che ha continuato in questi anni a ottenere grandi vittorie. Dal trionfo di Jan Ullrich al Tour 1997 alla clamorosa tripletta alle Olimpiadi di Sydney, superando persino i vincoli nazionali di quella particolare gara. Grazie al potere mediatico-economico del colosso tedesco e alla popolarità di Kaiser Jan, il ciclismo in Germania è passato dal rango di sport per salutisti e cicloamatori a fenomeno di massa capace di rivaleggiare con calcio e F1.
Quella corazzata delle due ruote non esiste più: la T-Mobile abbandona il ciclismo. Esplicito il commento del capo della filiale del gruppo Deutsche Telekom : “Abbiamo preso questa decisione per prendere le distanze dal ciclismo e dalle recenti vicende di doping”, ha fatto sapere Hamid Akhavan. “Non è una decisione che prendiamo a cuor leggero, visto il sostegno che abbiamo dato per tanti anni al ciclismo professionistico e visti i progressi compiuti dal management guidato da Bob Stapleton . Abbiamo lavorato duramente, in collaborazione con la dirigenza, per un ciclismo pulito. Adesso abbiamo deciso di destinare le nostre risorse ad altre attività”.
Tutto era cominciato col coinvolgimento di Ullrich nell’ affaire Puerto, con la cacciata del Kaiser alla viglia del Tour 2006. Le rivelazioni sul doping sistematico negli anni 90, con i mea culpa di Zabel e Riis avevano poi macchiato indelebilmente l’epo-pea di quei giorni. Le polemiche confessioni di Sinkewitz hanno infine dato il colpo di grazia. Scompare dunque un nome emblematico di splendori e ambiguità degli ultimi 10 anni di ciclismo, con corollario di corridori, tecnici e massagiatori da oggi sulla strada. La fuga degli sponsor è dunque l’ennesima brutta notizia per questo sport.
Tag:No Tags











Passavo di qui e ti rinnovo i complimenti x il blog. Davvero bello.
Ciao.
Commento di ciclofolle — 14 Dicembre 2007 @ 13:17