Italia Ciclismo

Cunego, re tra i tulipani

Archiviato in: Notizie Ciclismo — Junio Murgia 21 Aprile 2008 @ 14:03

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L’annoso dilemma attorno a Damiano Cunego ( corridore da classiche o da grandi giri ?) sta forse allentandosi in questa prima parte di 2008. prima la decisione del campioncino veronese di non correre quel Giro d’Italia che negli ultimi anni gli ha regalato soltanto delusioni. Illusi dalla splendida ma proabilmente irripetibile vittoria in rosa del 2004, molti critici non gli hanno perdonato gli sbandamenti degli anni successivi: perso tra l’inseguimento in salita verso i Basso che salivano come treni e il rischio di snaturarsi per limare qualche secondo a cronometro. E dopo la doppietta al Lombardia, il partito del Cunego corridore di un giorno ha trovato nuova linfa con la prepotente affermazione di Damiano nella Amstel Gold Race, perfetto viatico per le corse delle Ardenne: Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi.

Cunego ha vinto con autorità a Valkenburg, confermando la tradizione positiva per pedale azzurro in Olanda ( da Zanini a Di Luca). Vittoria significativa, perché ottenuta contro il gotha delle classiche vallonate. A fargli compagni sul podio sono infatti Frank Schleck, già vincitore a Valkenburg e alfiere della corazzata CSC e quel Valverde che aveva preceduto Damiano nel traguardo di Liegi due anni orsono. Il lussemburghese ha cercato di saltare il banco scattando a 500 metri dall’arrivo sul Cauberg, lo strappo all8% in cima al quale è posto il traguardo. Ma Il Cunego attuale resiste senza patemi su salite che non siano quelle dolomitiche e in volata è troppo veloce, come sa bene il Riccò che si è arreso a Damiano all’ultimo Lombardia. Il pupillo di Bjarne Rjis deve dunque arrendersi a capo chino al cospetto del corridore perfetto per l’alternativa a Bettini nel mondiale di Varese.

La stagione del capitano Lampre del resto si giocherà su due tavoli:Grande Boucle in primis, edizione mutilata dalle assenze di Contador e dei pesci rimasti impigliati nelle maglie del’antidoping ( da Basso a Vinoukurov), e potrebbero esserci molte sorpese. E poi le classiche, a cominciare da quella Liegi-Bastogne-Liegi che sembra disegnata su misura per consacrare Damiano come freccia principe di Pedale Azzurro in vista dell’appuntamento iridato.

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