CORTEZ THE KILLER: IL CON(QUIS)TADOR DI BEILLE
Come in un giallo di Agatha Christie man mano che la narrazione avanza si restringe il cerchio attorno al colpevole, così al Tour de France la figura di colui che salirà sul gradino più alto del podio ai Campi Elisi si restringe a due nomi: Alberto Contador e Michael Rasmussen, la coppia che ha schiantato gli altri pretendenti alla maglia gialla con un duello affascinante tra i tornanti pirenaici.
Gli altri sognatori in giallo sono usciti uno dopo l’altro di scena. Il primo à lasciare il sipario è stato, incredbilmente, il primattore della tappa di ieri. Vinoukourov ha ceduto di schianto a metà della penultima salita di giornata (il Port de Pailhères). Il ruvido asfalto di questa sontuosa asperità pirenaica, in cui Ullrich e lo stesso “Vino” graziarono un Armstrong attanagliato dalla canicule nel 2003, è stato evidentemente letale per le martoriate ginocchia del kazakho, poi arrivato con mezzora di ritardo.
Valverde ha invece ceduto sulle prime rampe dell’ascesa a Plateau de Beille: significativo lo sguardo quasi imbarazzato del murciano verso la telecamera della moto che ne riprendeva la lenta agonia, lui che era arrivato in Francia a spaccare il mondo. Evans e Kloden sono invece arrivati appaiati a 1′52″. Il tedesco è saggiamente salito col proprio passo, cercando di limitare i danni in vista della crono. Da domani avrà tutta la Astana a sua disposizione, ma il ritardo inizia a essere pesante. L’australiano invece si è impiccato seguendo il forcing dei suoi rivali, ma scoppiando poco dopo, un po’ come il Berzin sulla scia di Pantani al Mortirolo ‘94. Brutta botta anche per lui.
Il Tour celebra dunque la nuova diarchia Rasmussen-Contador; saliti a strappi e forzature, inesorabili nel distanziare i loro avversari, e con lo spagnolo che ha regolato facilmente la maglia gialla allo sprint. Entrambi hanno fatto un colpo fondamentale. Il danese volante ( nel senso che elude i controlli antidoping…)ha ricacciato indietro i suoi avversari più pericolosi, deve solo cntrollare un avversario che comunque non si sa quanto reggerà nella terza settimana. Più forte a cronometro, ma che per vincere il Tour deve ancora staccarlo in montagna. Domani ci sarà un’ altra frazione pirenaica, terribile e insidiosa (in particolare l’inedito Port de Balès) ma che grazie alla ritrovata verve dei compagni della Rabobank ( in particolare Boogerd e Dekker) non impensierisce i pensieri del danese quanto la querelle UCI-Tour sui famigerati controlli elusi.
E poi lui, il Conquistatore di Beille. Solo dei campionissimi hanno vinto qua su: Pantani nel 98, quando iniziò a sgretolare gli ultimi brandelli di un giallo che Jan Ullrich non avrebbe più rivisto, e l’Armstrong cannibale di 2002 e 2004. Anche oggi i suoi scatti hanno lacerato gli avversari. Non sarà letale quanto il Pirata in salita, ma a cronometro va certamente più forte. Domani - sempre se il fondo nella terza settimana glielo permetterà - con gli ottimi Leipheimer e Popovych proverà a dare la scossa definitiva al Tour. Un altro duello palpitante ci attende.











