Le pagelle del Tour: Contador Regale, Evans il piazzato, Levi al sicuro
CONTADOR 9
Il nuovo golden boy del pedale iberico riporta il paese di Bahamontes e Delgado sul podio più alto all’ombra dell’Arco di Trionfo, 12 anni dopo Miguel Indurain ( con Pereiro maglia gialla 2006 in pectore, in attesa che la sceneggiata Landis si concluda). Dopo aver vinto la battaglia con l’aneurisma, ed essere scampato alle maglie dell’Operacion Puerto, a 24 anni il bell’Alberto brucia le tappe e si aggiudica una delle più disastrate edizioni che la Grande Boucle ricordi. Rivelatosi nella tappa del Galibier, con uno scatto secco alla Pantani, ha poi trovato la gloria con costanza eccelsa sui Pirenei: avrebbe però dovuto attaccare Rasmussen senza aspettare il Peyresourde nella tappa con arrivo a Loudenivielle, vista la grande forza di una Discovery Channel tornata agli albori dell’epoca Armstrong. Ma ci ha pensato la Rabobank a togliergli le castagne dal fuoco. Scalatore eccellente, ma validissimo anche a cronometro, il futuro pare suo. Se sarà un Merckx, un Ullrich o un Berzin ( tutti vincitori di grandi Giri alla sua età), lo dirà il tempo. Di sicuro, può dormire sonni tranquilli sull’Affaire Puerto. Pare più probabile che Zapatero chieda udienza in Vaticano, piuttosto che si indaghi a fondo su quello scandalo.
EVANS 8
Sfiorare la maglia gialla per 23 secondi brucia; ma in cuor suo Cadel sa che non ha mai fatto nulla per vincere la Grande Boucle. Mai un guizzo, a parte forse lo scatto nella terra di nessuno sul Galibier, tra Contador e Rasmussen. Per il resto, catenaccio e nulla più. Non crediamo possa avere rimpianti, la costanza gli ha regalato il piazzamento più prestigioso della carriera. Applausi.
LEIPHEIMER 7
Il buon Levi è un ragazzo intelligente: si è guardato attorno, e ha visto che tutti i più forti gregari di Armstrong sono finiti in disgrazia, una volta cercata fortuna in proprio: Hamilton, Heras e Landis sono tutti rimasti intrappolati nelle maglie dell’antidoping. Il ritorno sotto la potente cupola protettiva di Bruyneel e Armstrong ha prodotto i suoi effetti, e Levi ha raccolto il miglior risultato di una carriera fin qui anonima. Tenace ma mai realmente brillante nelle prime due settimane, il ragazzone del Montanaè esploso nel finale: staccando Contador sull’Aubisque e fornendo una prestazione stratosferica nella crono comclusiva.Il suo Tour è quello che in Francia chiamano “une réussite“.
VALVERDE 5
Era il grande favorito dopo la caduta di Vinokourov, ma è naufragato in una mediocrità francamente imbarazzante. Il colpo di grazie glielo ha dato Contador sul Galibier: dopo che il due volte vice- campione del mondo aveva tentato qualceh scattino con l’effetto di mandare alla deriva il già derelitto “Vino”, è arrivato l’affondo di Contador, il quale in un solo frangente gli ha rubato la vetrina di Hidalgo iberico. Il resto è stato deprimente. In attesa di sapere se è andato più piano a causa delle note disavventure, lo aspettiamo finalmente campione del mondo a Stoccarda.
RASMUSSEN 8
Il suo Tour è stato perfetto, e lo avrebbe stravinto. Non avrebbe dovuto partecipare, ma non era l’unico in tale situazione.La prossima volta si augura che Cassani “vista d’aquila” abbia concluso le sue iniziative editoriali.
VINOKOUROV 4
Siamo preoccupati per le sue finanze. Si avvale dei servigi di un medico le cui parcelle provocano erezioni mostruose a Padoa Schioppa ( col risultato di farsii beccare come un pollo) e gli toglieranno un anno di stipendio. Demenza senile.
BENNATI 8
Due acuti che salvano l’onore di Pedale Azzurro: la vittoria sui Campi Elisi, netta e bellissima, vale una carriera.
UCI 3
Sparare sulla croce rossa non non è elegante, ma se ci si mette in posa…. da far rimpiangere Verbruggen.
BULBARELLI 4
“Vinokourov dovrebbe essere da esempio per i giovani che si avvicinano al ciclismo“. O è ipocrita, o davvero ha problemi a capire come va il mondo.
KLOEDEN 7
Qualcuno gli ha fatto un maleficio. Vada dal mago Otelmo.
BOOGERD 8
Non è mai stato il nuovo Zoetemelk, ha il senso tattico di una capra ( come dimostrato nella tappa vinta da Casar), ma il suo lavoro per Rasmussen è stato fantastico. Gentiluomo.
SOLER 8
Ha la grazia di un cinghiale, ma la maglia a pois ha rinnovato le gesta dei grandi attaccanti da lontano. 100% colombian.
LAPO ELKANN 1
“Il ciclismo mi ha deluso”, ha sentenziato il riccioluto, ripulito e transnazionale manager. Perfetto: non lo guardi e non se ne occupi. Lapo sarebbe stato un testimonial ficcante e perfetto visto lo stato attuale del ciclismo, ma i corridori faranno a meno delle borsette vintage e dei suoi occhiali da sole.
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