Italia Ciclismo

Boonen, re del pavé

Archiviato in: Notizie Ciclismo — Enrico Ramani 13 Aprile 2008 @ 20:29

boonesite.jpgo

Torna a primeggiare in una classica Tom Boonen, e l’ex campione del mondo sceglie una cornice di gran lusso: la Parigi-Roubaix, l’inferno del pavé già conquistato dal divo belga nella stua stagione d’oro, il 2005. Dopo aver mandato a raccogliere gloria nel “suo” Giro delle Fiandre il gregario Devolder, l’uomo di Anversa ha pensato fosse tempo di riprendersi una vittoria di prestigio, condita da un tempo primaverile che ha reso meno “epica” la cavalcata dei corridori, ma non meno avvincente.

Boonen ha regolato allo sprint un terzetto di altissimo lignaggio ciclistico sul pavè, con Tre Fiandre e due Roubaixnel palmarès: Fabian Cancellara e Alessandro Ballan. I tre si erano involati a trentacinque chilometri dal traguardo, dopo aver mosso alcune pedine ( Devolder e McGrady) per saggiare il terreno, salutando il resto della compagnia con un’ azione potente e affilata come una lama. Essendo il belga il più veloce, Cancellara avrebbe dovuto provarle tutte, con quelle sue classiche tirate da cronoman che sono ormai il marchio di fabbrica del pupillo di Bjarne Rjis. Ma Boonen appariva troppo in palla, e in alcuni frangenti, come sul Camphin-en-Pévèle, era il capitano della Quick-step a dare l’impressione di voler lasciare la compagnia: difficile ipotizzare una manovra a tenaglia italo-svizzera per emarginare Tom. A 17 chilometri dall’arrivo, al Carrefour d’Arbres, l’elvetico paisà provava finalmente la stoccata da finisseur à la Sanremo, ed era lo stesso Boonen a ricicuire lo strappo senza spettinare più di tanto la criniera, dato che Ballan era sembrato sorpreso. Il portacolori della Lampre non è sembrato in una giornata da leoni, nessuna sciabolata è partita dal suo pedale, come se volesse accontentarsi di un podio di prestigio accanto ai due mostri sacri, uno dei quali appariva in giornata di grazia. Non a caso il veneto è entrato per primo nel velodromo di Roubaix, come se dovesse tirare la volata a un Boonen che in tutta scioltezza ha messo il turbo vincendo con 10 metri di distacco. Per pedale azzurro, la speranza di cogliere la prima affermazione di prestigio in quella che un tempo era la vecchia coppa del mondo passa domenica per l’Amstel Gold Race e una settimana dopo per la vera regina delle classiche, sovente territorio di caccia tricolore: la Liège-Bastogne-Liège.

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