Italia Ciclismo

Bettini e Riccò, chiaroscuri al Giro

Archiviato in: Notizie Ciclismo — Junio Murgia 20 Maggio 2007 @ 22:48

Tappa nervosa e insolita, quella odierna al Giro d’Italia: l’ottava, da Barberino del Mugello a Fiorano Modenese. Tappa di trasferimento in teoria, ma con lo storico Passo della Futa a inizio gara a suggerire fantasiosi colpi di mano. E infatti una ventina di corridori, poco dopo lo scollinamento della Futa, inizia una tenace fuga, ai piedi della Serra del Zanchetto. Vi prendono parte anche corridori di classifica come Hincapie, Sella, Cioni, Rubiera, il fedele scudiero della “maglia rosa virtuale Di Luca” Noè, il campione del mondo Bettini. I fuggitivi hanno sfoderato una cavalcata nervosa e brillante, arrivando senza troppi patemi al traguardo, con una amara sconfitta per lo sfortunato Bettini di questi giorni: il “grillo” si è dovuto arrendere al norvegese Arvesen. Il robusto corridore scandinavo ha regalato alla CSC un’affermazione parziale che mancava dai tempi in cui Ivan Basso e Bjarne Riis andavano ancora d’amore e d’accordo. Bettini che perde uno sprint fa sempre notizia, ma il livornese se supererà i suoi acciacchi avrà certamente altre occasioni per far risplendere la sua maglia iridata.
L’ ormai celebre ingegner Pinotto, dal canto suo, ha messo alla frusta la sua T-Mobile e ha limitato il distacco del gruppo, mantenendo la maglia rosa nei confronti di Noè per soli 28 secondi.
Il fatto del giorno è però certamente il caos scoppiato intorno alla Saunier-Duval: l’unica delle squadre di vertice a non avere un corridore tra le fila dei fuggitivi. In verità l’enfant prodige Riccardo Riccò era in prima linea nel plotone dei fuggiaschi, per poi doversi rialzare. Personaggio troppo ingombrante e spaccone, un po’ come il primo Saronni, Riccò non raccoglie molte simpatie nel gruppo, senza contare che la presenza di un potenziale vincitore del Giro in fuga non è certo ben vista : e così i fuggitivi lo hanno danneggiato con la famosa tecnica del “buco”. Il corridore davanti al rosso emiliano si lasciava scivolare indietro qualche metro, costringendolo a chiudere con uno sforzo supplementare. Un lavoro che ha indispettito Riccò, il quale si è lasciato riprendere dal gruppo maglia rosa, scatenando le ire del suo capitano Gilberto Simoni, le cui lamentele nel dopo corsa ai microfoni della Rai costituiscono un gustoso e fisso teatrino. Al povero scalatore trentino non gliene va bene una nei rapporti coi compagni, e se ai tempi di Cunego poteva dare la colpa al direttore sportivo Martinelli, oggi ha sbottato direttamente contro il povero Riccò. Il quale non se l’è sentita di sfiancarsi in un lavoro di gregario: ciò con ogni probabilità la dice lunga sulle sue intenzioni nelle prossime tappe, in particolare martedì con l’arrivo in salita a Nostra Signora della Guardia. Dopo il secondo posto ottenuto a Montevergine dietro Di Luca, ci sarà da divertirsi.
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1 commento »

  1. Bravo Arvesen! Certo avrei preferito che il vincitore fosse un italiano.

    Commento di Samuele — 21 Maggio 2007 @ 06:02

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