Italia Ciclismo

Bertagnolli, un “cuore matto” a San Sebastian

Archiviato in: Notizie Ciclismo — Enrico Ramani 5 Agosto 2007 @ 00:13

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Torna il grande ciclismo a una settimana dalla fine di uno dei più tumefatti Tour de France di sempre, e regala una bella perla al ciclismo tricolore: la Clasica di San Sebastian , giunta alla ventisettesima edizione, premia un corridore italiano, a quattro anni di distanza dall’affermazione di Bettini. Leonardo Bertagnolli ha trionfato nel Boulevard della splendida citttà basca, dopo aver battuto in volata il compagno di fuga Manuel Garate: i due si erano sganciati dal gruppetto che sembrava si sarebbe giocato la vittoria con una incursiona garibaldina a 12 km dal traguardo. Tale drappello, composto da alcuni big quali Valverde, Sastre, Frank Schleck e il campione italiano Visconti, ha faticato a capire la portata dell’impresa dei due. Troppo impegnati a marcarsi prima, e indecisi una volta che la frittata era fatta ( anche perché avrebbero portato in carrozza Valverde, che non a caso ha vinto agevolmente la volata per il terzo posto). I due fuggitivi hanno proseguito d’amore e d’accordo fino al suggestivo Boulevard: la volata è stata lanciata da Garate ai 250 metri, ma Bertagnolli è riuscito a prendergli la ruota e a passarlo agevolmente a 100 metri dal traguardo. Una vittoria pregna di significati per un corridore che diversi mesi fa era stato appiedato a causa di una aritmia cardiaca. Gregario di Di Luca alla Liquigas, per il “Cuore Matto” trentino si apre un finale di stagione davvero interessante, che con la Vuelta che potrebbe fungere da trampolino di lancio per il mondiale di Stoccarda.

La clasica di San Sebastian per tanti anni ha coinciso con la Jaizkibel, la salita mito attorno a San Sebastian ( 8 km al 6% di pendenza) che in passato ha catapultato verso la vittoria campioni quali Indurain, Bugno e Chiappucci. Nella vetta dello Jaizkibel, posta a 32 chilometri dal traguardo, transitavano i fuggitivi di giornata Arrieta, Van de Walle e Arbasini, poi inesorabilmente ripresi dal gruppo. Perdita di fascino per questa splendida salita, e forse meno appeal anche per una corsa che sembra un po’ stritolata all’interno del calendario Pro Tour.

Buone invece le notizie per pedale azzurro: nel giorno in cui Di Luca e Cunego hanno corso per onor di firma, e Rebellin ha segnato il passo ai suoi 36 anni, ci ha pensato “Cuore Matto” a confermare l’intrinseca bontà di un movimento che continua a vincere, nonostante le autorità antidoping facciano sempre il loro lavoro ( a differenza di altri paesi). A proposito di “graziati”: Valverde è sembrato in ripresa dopo un Tour anonimo. Vedremo se riuscirà a fare il colpo alla Vuelta, e se, sopratutto, riuscirà a vincere il Mondiale dopo tre podi. Oggi , intanto, la gloria ha arriso all’Italia.

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