Bucanieri delle due ruote alla riscossa
La prima vera giornata di montagna al Giro d’Italia offre alcune avvincenti storie parallele. Da un lato i bucanieri del pedale, i gregari che col loro eroismo e la loro grinta si ritagliano momenti di gloria e una meritata ribalta. Il vincitore di giornata è Leonardo Piepoli, il “trullo volante”, 36 enne microscalatore, ancora in sella dai tempi in cui duellava con Pantani. Due vittorie al Giro di un anno fa, la consacrazione oggi nell’impervia ascesa verso il santuario che vigilia su Genova. La maglia rosa passa invece sulle spalle del 38 enne Andrea Noè, il quale capitalizza oggi il bottino acquisito nella fuga di Fiorano. Nove anni fa la sua avventura in rosa durò un giorno, prima che nella salita verso Piancavallo Pantani e Zuelle scatenassero la bagarre. L’appuntamento con il Colle dell’Agnello e l’ Izoard è per dopodomani, mal che vada il corridore milanese godrà di più i gradi del comando stavolta: ma i bucanieri issano sempre bandiera bianca per ultimi. E Infine il povero Ingegner Pinotti, commovente nello strisciare a destra e sinistra negli ultimi 1000 metri di pendenze proibitive. Il suo Giro lo ha già vinto.
Dall’altro lato, ci sono le prime, serie schermaglie tra gli uomini di classifica. La Saunier-Duval era chiamata al riscatto dopo le opacità della tappa con arrivo a Fiorano, e gli uomini di Simoni hanno squarciato le nubi che aleggiavano con un’azione infuocata. Piepoli vittorioso in avanscoperta, Riccò superbo scudiero ( fin troppo zelante) di un Simoni che conferma di avere gamba, e che nelle salite da leggenda che ci aspettano saprà far valere il suo fondo. Questi tre uomini hanno i mezzi per far saltare il banco. Gibo ha contenuto in una manciata di secondi il distacco da un Di Luca effervescente e ficcante come sempre, il quale ha forse guadagnato relativamente poco rispetto alla quantità di scatti snervanti effettuati. La resistenza del vincitore della Liegi-Bastogne-Liegi nelle salite alpine e dolomitiche, e l’apporto che la sua squadra saprà dargli, saranno certamente uno degli snodi focali per decifrare il mistero rosa. Pollice verso invece per Cunego: dopo aver messo la sua squadra alla frusta fino ai piedi dell’ascesa finale, Damiano si è trovato solo nel momento topico. Il suo passo in salita è stato farraginoso e poco brillante, e il suo scuotere la testa all’arrivo è più eloquente di qualsiasi frase. Tra i duri a morire svetta anche Savoldelli, ancorato ai primi, mentre il lussemburghese Shleck promette decisamente di rinnovare i miracoli della premiata ditta Rjis-Csc.
Dopodomani i busti di Fausto Coppi e Louison Bobet scolpiti sull’Izoard saranno arbitri dei primi, veri sconquassi in classifica generale.











La montagna mette sempre a dura prova i ciclisti del giro. Bella tappa e buon articolo. Complimenti per il sito!
Commento di Francesco — 23 Maggio 2007 @ 18:05