Liegi sorride a Valverde, di nuovo “embatido”
Dopo una stagione di luci e ombre, Alejandro Valverde torna prepotentemente sulla scena, cogliendo la seconda vittoria in tre anni nella indiscussa regina delle classiche, la Liegi-Bastogne-Liegi. Un successo in pieno stile “Valv-Piti”, l’implacabile succhiaruote attendista che non ha quasi mai la gamba migliore, ma è il più scaltro, intelligente e dotato di quell’istinto killer capace di fregare i suoi avversari. A proposito di killer, mancava l’ultimo vincitore della Liegi, quel Danilo Di Luca che un anno fa si dimostrò pane duro per i denti da sciacallo dello stesso Alejandro, e il murciano ne ha prontamente approfittato per giocare come il gatto col topo coi suoi avversari.
A dire il vero, nel momento topico della corsa, Valverde ha tardato a mettersi in moto. Parliamo della splendida Côte de la Roche-aux-Faucons, a 20 km dal traguardo, l’inedita salita taglia-gambe che ha ulteriormente vivacizzato il canovaccio della Doyenne. Dopo che Paolo Bettini aveva illuso con alcuni scatti spettacolari sulla Redoute, Frank Schleck apriva il fuoco sulla salita che ha rimpiazzato la cara vecchia salita dell’Università, seguito a ruota da Davide Rebellin: era l’azione decisiva, anche perché Riis aveva mandato in avanscoperta il fratellino Andy per la manovra a tenaglia dei panzer CSC. Valverde riusciva però a riagguantare coi denti Schleck, a differenza dei due grandi favoriti della viglia, Cunego e Evans, che perdevano inesorabilmente le ruote.
Frank Schleck provava il numero sulla salita di Saint-Nicolas per scrollarsi di dosso il velocissimo Alejandro e l’irridicubile Rebellin, ma il suo forcing non aveva l’efficacia necessaria e nemmeno i tentativi di Andy di seminare zizzania nei tratti di falsopiano produceva effetto. Si arrivava cosi alla salitella che conduce al traguardo di Ans, laddove Bartoli nel 1997 fregò Jalabert e Zuelle, senza che nulla accadesse. Inevitabile la volata, vinta in scioltezza dall’embatido, il miracolato della Operacion Puerto che ritrova lo smalto giusto per avviarsi al Tour.
Grande sconfitta di giornata, la corazzata CSC: Frank Schleck è un perdente nato, e dovrà pensarci il ragazzino Andy a tenere alto il nome di famiglia, magari già al Tour. Brutta giornata anche per i colori azzurri: se il migliore è il trentasettenne Rebellin, qualcosa non funziona. Cunego è stato respinto proprio dalla nuova salita che aveva salutato come una benedizione, ei crampi nel finale lo hanno fatto scivolare ancora più indietro. Non pervenuto lo smargiasso Riccò della viglia, mentre i numeri di Bettini sono serviti solo al pubblico sulle strade.
Vincitrice assoluta, ancora una volta, la “doyenne”.
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