Alejandro Valverde : cosa farà da grande ?
E’ indiscutibilmente il ciclista il più completo al mondo, assieme a Damiano Cunego. Capace di essere competitivo come nessuno nelle corse a tappe e nelle corse di un giorno. Il palmares della stagione 2008 parla chiaro del resto: ha vinto la Liegi, la Classica di San Sebastian, Il Delfinato, il titolo nazionale spagnolo. Tour e Vuelta lo hanno visto raccogliere tre tappe, e finire comunque piazzato tra i primi dieci. Soltanto una giornataccia in ciascuna delle due corse gli ha impedito di salire sul podio. Alle Olimpiadi è stato marcato a uomo da Bettini, risultando però decisivo per la vittoria di Sanchez mentre al mondiale di Varese è stata soltanto la scellerata tattica di Freire e di Antiquera a impedirgli di giocarsi l’iride. Non a caso, ha terminato al primo posto la classifica UCI. Eppure….eppure manca qualcosa ad Alejandro Valverde. Manca forse l’affermazione che vale una carriera. Tutti i grandi di Spagna hanno del resto vittorie prestigiose. Alberto Contador sfoggia la tripla corona, Sastre e persino Pereiro il Tour, Freire il tris iridato e Sanchez i cinque cerchi olimpici. Per Valverde c’è solo una doppietta alla Liegi. Troppo poco per uno col suo talento, per uno che quando battè Armstrong a Courchevel nel 2005 furono spese queste parole proprio da Lance: “Oggi abbiamo visto il futuro del ciclismo”.
Cosa riserverà il 2009 a Valverde? Sicuramente il suo principale obiettivo sarà il mondiale: il percorso di Mendrisio è bello tosto, quasi una Liegi, e se gli equivoci tattici che hanno minato l’Armada iberica Alejandro contenderà a Cunego l’agognato iride. Due argenti e un bronzo ottenuti dal murciano in passato meritano di essere aggiornati dal metallo più prezioso. E il Tour? Alejandro si dice fiducioso, anche se ci pare difficile possa impensierire uno specialista delle corse a tappe quale Contador ( senza contare l’incognita Armstrong).Soprattutto se paleserà ancora quella difficoltà a reggere le tre settimane che gli hanno sempre fatto patire almeno un giorno di crisi ( quest’anno a Hautacam), ma anche una certa incapacità di leggere tatticamente la corsa ( come palesato alla Vuelta). Dura la vita per i corridori completi del resto: e Damiano Cunego ne sa qualcosa. Sono però questi i corridori per cui facciamo il tifo.


















