Giro d’italia: l’eterna saga rosa al debutto
Scenario epico per la partenza del Giro d’Italia, con la cronosquadre di Palermo che toccherà il Teatro Massimo. Chi si intende di cinema, ricorderà la tragica conclusione della Saga de “Il Padrino” con un magistrale Al Pacino proprio in quel sontuoso scenario. Nessuno spargimento di sangue, a meno che non sia quello dei vampiri dell’ UCI, nelle intenzioni di Zomegnan: il quale, per dare un po’ di interesse fuori dai patri confini a una corsa sempre più autarchica ( l’ultimo vincitore non italiano è stato Tonkov nel 1996) ha chiamato in extremis al capezzale della corsa rosa la discussa Astana e il suo tris d’assi Kloeden, Leipheimer e soprattutto Alberto Contador, re del Tour esiliato dalla Grande Boucle.
L’ex luogotenente di Ullrich viene da un Giro di Romandia corso a mille, è forte a cronometro e tiene bene in salita. Peccato che su salite come Marmolada o Mortirolo rischia di fare la fine del Zuelle 1998, dominatore tra cronometro e media montagna fino a quando lo scatto di Pantani sul Fedaia non gli fece perdere pure le mutande. Tutto da decifrare il ruolo di Contador, che in pratica arriva al Giro senza un’adeguata preparazione sulle gambe, nonostante ottimi riscontri al Giro dei Paesi Baschi di un mese fa. Poco spazio ci sembra avere Menchov: anche Zuelle arrivò in Italia con due Vuelta sul petto del resto….
Tra gli italiani,ci sarà certamente Danilo Di Luca in prima fila, e non solo perché la difesa della maglia rosa lo impone. La rabbia per aver dovuto perdere la “sua” Liegi farà il resto. A cercare di rompergli le uova nel paniere saranno l’eterno Simoni, che come sempre farà il diavolo a quattro sulle sue montagne. Vedremo poi come si comporterà la tenaglia di scalatori della Saunier-Duval. Riccardo Riccò non ha entusiasmato in qeusto primo scorcio di 2008, e dovrà chiedere al compagno Leonardo Piepoli perle della sua saggezza per gestire la propria esplosività in un’ultima settimana che promette faville. Per adesso, la carovana si fa cullare dalle fragranze mediterranee di un’isola che ha sempre regalato passione 



















